Il colore dell’architettura di terra: Shibam - Architettura di terra

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Architettura di terra

L’Architettura di Shibam è architettura di terra. Oltre 500 costruzioni e cinque moschee appartengono al tessuto edilizio della città che ha una popolazione di circa 7.000 abitanti. Il sistema costruttivo utilizzato in tutte le costruzioni è detto mudbrick, ed è costituito da una muratura di mattoni, formati da una miscela di argilla, fango, sabbia e acqua mescolata con fibre naturali locali (paglia e fieno); il mattone così realizzato prende il nome anche di adobe. In molte fabbriche non è raro trovare mattoni di argilla più pura di quella usualmente utilizzata nell’adobe. I mattoni, essiccati al sole, sono messi in opera con uno strato di malta di terra e rivestiti con un intonaco di terra-calce che dà protezione dall’acqua e ne fornisce la finitura esterna, visiva e colorata, e serve anche per le decorazioni e le finiture artistiche degli edifici. La tecnica costruttiva impiegata per le strutture verticali, associata al legno per quelle orizzontali, non consente di realizzare edifici di grandi dimensioni in pianta, ma ha comunque permesso di elevare le costruzioni ad altezze per noi oggi impensabili per una costruzione in terra.

L’unità di misura della costruzione è la ‘dhira’ (dhirā‘), che approssimativamente vale 45,8 centimetri (originariamente era la misura del braccio dal gomito fino alla punta del dito medio, corrispondente alla misura del cubito, e allo stesso tempo è il nome dato allo strumento di misura stesso) [5]. Tutte le parti dell’edificio sono geometricamente stabilite come frazioni o multipli della dhira.

Gli edifici realizzati con questi mattoni di fango hanno le pareti spesse anche un metro e mezzo, e le murature sono a sezione rastremata verso alto. La massa muraria 3 delle pareti è ideale per mantenere l’interno dell’edificio fresco; le aperture delle finestre, infatti, sono piccole e disegnate per evitare la luce solare diretta, e dispensano una luce tenue diffusa con giochi di chiari e scuri, luci e ombre, con infissi di legno ornati da grate che offrono ombra e riservatezza, e disegnano sui pavimenti decori in un’alternanza di chiari e di scuri. Gli edifici più alti hanno anche un camino adiacente alla scala principale che serve per indirizzare l’aria più fresca proveniente dal suolo ai piani alti dell’edificio.

La disposizione degli edifici, che formano vicoli stretti e piazze poco estese, favorisce l’ombra nelle viuzze e un microclima favorevole all’uomo, anche per il basso tasso di umidità della regione nella stagione secca.

Planimetria del centro storico di Shibam all’interno della cinta muraria.

La terra per i mattoni di fango proviene dal wadi e si preleva quando è ancora satura d’acqua dopo la stagione delle piogge. Shibam e il Wadi Hadhramaut sono in una zona dal clima arido; il sud dello Yemen e la costa sono infatti soggetti a piogge stagionali e torrenziali durante il periodo dei monsoni sub-continentali. Il fango è mescolato con paglia tritata e acqua e poi messo in semplici stampi di legno a terra e fatto essiccare al sole; ciascuno stampo serve per formare due blocchi. Test sperimentali hanno mostrato che il materiale dei mattoni è un impasto di ottima qualità, insolitamente elevato nel suo contenuto di legante, l’argilla che è pari a circa il 10 per cento del volume di terra. I mattoni sono grandi, circa 45 centimetri di lunghezza per 30 cm di larghezza e poco spessi sull'ordine dei 10 centimetri al massimo, e possono variare di dimensioni in funzione dello spessore della muratura che diminuisce dai piani più bassi rispetto a quelli più alti. Le murature hanno quindi spessore variabile, in genere da 75 a 100 centimetri, ma alla base degli edifici più antichi si possono trovare murature spesse anche 150 centimetri.

Le dimensioni tipo dei mattoni normalmente utilizzati in una costruzione sono cinque: a livello di piano terra, le dimensioni dei mattoni sono pari a [1 + 110 ] x 7 10 dhira (50,5 x 32,75 centimetri), i mattoni al secondo livello hanno dimensioni pari a 910 23 dhira (42,5 x 30,5 centimetri), e così via per i mattoni fino alla quinta dimensione che misurano [5 10 1 20 x [1 2 10 dhira (25,5 x 23 cm).

Lo spessore della parete è pertanto circa pari a: piano terra e primo piano, 1+ 7 8 dhira (86 centimetri); secondo, piano 1+  1 dhira (69 cm); terzo piano 1+ 1 dhira (57 cm); quarto piano 1 dhira (46 cm); quinto piano 3 4 dhira (34,5 centimetri); sesto piano 5 dhira (28.5 cm); settimo piano e superiori 1 2 dhira (23 cm). Queste dimensioni variano naturalmente da costruzione a costruzione e la variazione di spessore è tale che le facciate esterne sono rastremate a scarpa in maniera tale che le pareti interne risultano perfettamente verticali.

Telaio per fare due mattoni di fango

Le fondamenta sono a trincea profonda per le pareti fino a raggiungere lo strato roccioso, di solito posto a circa 1,60 metri sotto il livello del suolo. La trincea delle fondamenta è pari a circa una volta e mezzo / due volte la dimensione massima dello spessore della parete a livello del suolo. Il fondo della trincea è coperto con uno strato di 3 cm di spessore di escrementi di animale, sul quale è steso un successivo strato di salgemma per uno spessore di 8 cm, che rende il terreno molto resistente. Poi sono poste travi di legno del diametro di circa 10÷20 cm sistemate parallelamente alla lunghezza della parete, e della stessa larghezza della trincea. Piccole pietre sono usate per riempire gli interstizi tra le travi e per rendere il piano di fondazione più resistente e con un livello uniforme. Dopo è applicato uno strato di ‘ramād’ (calce con malta di cenere), su cui si dispone il primo corso di pietre del basamento. Corsi successivi di pietra innalzano il muro di fondazione fino al livello del suolo, in maniera tale da garantire un sufficiente livello di impermeabilizzazione delle murature in adobe. Per garantire la qualità della muratura di fondazione le pietre sono ammorsate tra loro con il ramād.

Nelle costruzioni di minor pregio (più basse e più povere) non si usa il ramād; la malta di allettamento della muratura è fatta con malta di terra, spesso sono assenti le fondamenta in pietra e solo la muratura esterna è eccezionalmente intonacata con ramād o malta di calce. Lo spessore del muro di fondazione di pietra è rastremato verso l’interno lentamente fino a raggiungere la larghezza prevista del muro di mattoni di terra-fango, e si innalza per almeno 50 centimetri fino a un massimo di due metri fuori terra, prima che sia messo in opera il primo corso di mattoni.

Le murature sono infine rivestite da uno strato di terra-fango più fine per rendere la parete liscia e svolgere la funzione di intonaco protettivo. Il tipo di terra, che è una giusta combinazione di argilla, limo e sabbia, è fondamentalmente impermeabile, anche se non è infrequente vedere rivestire le parti basse delle murature con un intonaco a base di calce con funzione protettiva. In alcuni casi è usata una pietra locale per i basamenti e per le coperture piane degli edifici. La muratura in pietra, che si estende fino ai primi due metri dell’edificio, ha la funzione di impedire il fenomeno di umidità di risalita dal terreno. La copertura piana è in genere coperta di fango, con le parti vulnerabili, come i parapetti rivestiti con un limo di alta qualità chiamato ‘nurah’ (un intonaco fine di calce e/o gesso), spesso applicato all’intera superficie del tetto; tale rivestimento è disposto a strati successivi, con un impasto sempre più fine e poi faticosamente “lucidato” con una pietra di forma speciale, come il tadelakt marocchino.

Il nurah è anche utilizzato ai fini decorativi intorno alle finestre e alle porte grazie alle sue caratteristiche di bianco brillante, spesso è mischiato all’indaco e produce un celeste delicato. Si tratta di un intonaco simile a quello di calce, che ha ottime caratteristiche di resistenza all’acqua, nonché qualità plastiche e coloristiche [6].

I solai sono realizzati in legno. Il problema principale da risolvere è sempre stato quello di trovare legno in grande quantità e di dimensioni tali da poter coprire luci abbastanza grandi. Nei tempi antichi si utilizzava il teak importato dall’India. Negli ultimi decenni, l’importazione di teak, e anche di legno proveniente dall’Africa, ha consentito la sostituzione dei solai ammalorati con nuove strutture e reso possibile il recupero di molti edifici. Per gran parte della sua lunga storia Shibam ha avuto a disposizione solo due tipi legni da costruzione, il legno ‘elb’ (‘ilb) o ‘sidr’ (Ziziphus spina-christi), noto anche come ‘himr’ o ‘nebk’ che ha la caratteristica di aumentare la sua resistenza con l’invecchiamento nel tempo, e il legno ‘ithl’ (Tamarix aphylla) o tamerici. Siccome sono specie legnose che non raggiungono grandi dimensioni in altezza del loro fusto, le dimensioni degli elementi costruttivi portanti non potevano essere molto elevate pertanto le dimensioni delle camere tendevano a essere limitate in lunghezza con dimensioni massime pari a circa 3,5 m. Fasci più lunghi di travi erano usati per le stanze di grandi dimensioni, e in questo caso si utilizzavano colonne di legno rompi-tratta; una specie legnosa molto utilizzata per le travi era il legno ‘ariata’ (Conocarpus erectus), che si ricavava dalle poche aree in cui questa specie cresceva spontaneamente, anche se era estremamente difficile trasportare lunghe travi a dorso di cammello su strade e terreni dal fondo accidentato. Le strutture secondarie dei solai sono realizzate con piccole travi, che si estendono trasversalmente, in numero di circa dodici per ogni vano, e per questi elementi costruttivi molto bene si prestavano le essenze legnose locali.

Tradizionalmente, il legno elb è stato utilizzato anche per tutte le opere complementari come porte, finestre, zanzariere, tapparelle, armadi e mobilio in genere. Si tratta di un legno abbastanza resistente che nelle condizioni di esposizione più sfavorevole agli agenti atmosferici può durare anche cinquanta o sessanta anni senza eccessiva manutenzione; quando conservato internamente all’alloggio, al riparo dall’acqua, è invece quasi indistruttibile. In caso di esposizione alle intemperie, il legno ithl ha una durata inferiore, che si può stimare in circa quindici anni; è pertanto un legno molto più economico, usato solo nelle case più povere. Insetti infestanti come le termiti sono rari a Shibam, e questo ha favorito la conservazione delle strutture di legno.

Shibam, tipologie di finestre

 Le case si sviluppano su più piani, attorno alla struttura portante del vano scala (salaalim o arus al-bayt, letteralmente ‘corrente di casa’), spesso costruito per quasi tutta la sua altezza in muratura di pietra e malta ramād o malta di terra, anche quando tutto il resto della costruzione è di mattoni di fango; il vano scala non è molto grande e ha dimensioni pari a [3    3 10 ] x [2   7 10] dhira (pari a circa 1,5 x 1,25 metri).

Costruzione tipo del centro di Shibam

Le case sono ingentilite con finestre e persiane in legno, lavorate a dentelles come trine. Solitamente, i piani più bassi non sono dotati di finestre e sono utilizzati come magazzini per il grano e hanno aree destinate all’uso domestico. Gli animali di proprietà della famiglia, come pecore e capre, sono tenuti in locali attigui e nelle terrazze sopra i primi piani. Le stanze principali al secondo e al terzo piano presentano ampi vani (mahadir) dedicati alle attività degli uomini della famiglia e una sala di ricevimento (mafraj); quest’ultima è la principale stanza delle case Yemenite e possiede generalmente ampie finestre basse che assicurano allo sguardo luce e vista sulla strada. Le aree dedicate alle donne si trovano solitamente ai piani superiori, il quarto e il quinto piano; in questi piani si trovano anche le cucine, i bagni e i servizi igienici. Il sesto piano e quelli superiori sono utilizzati dai bambini o dalle coppie di sposi della famiglia allargata. Terrazze poste ai livelli superiori compensano l’assenza di cortili aperti in casa.

Colonna rompi-tratta

Le abitazioni sono spesso collegate tra loro da ponticelli (detti mi’bar) e porte di accesso all’edificio, questi elementi costruttivi avevano una funzione di difesa ma anche pratica, poiché consentivano agli anziani e alle donne di spostarsi da una casa all’altra senza dover utilizzare le scale [7].

Le facciate sono rivestite con un intonaco in terra, terra-calce o ramād, spesso arricchito con carbone di legna, usato come legante per aumentare la tenacità dell’impasto, e con sabbia grossolana e fine. Il ramād è posto su un sub-strato di intonaco di terra-paglia, e finito con calce. Gli intonaci interni sono dello stesso tipo ma senza l’utilizzo della cenere come ulteriore legante. Inoltre, le pareti interne sono levigate con una selce fino a quando la parete non è perfettamente liscia e lucida. In taluni casi, per aumentare la lucentezza della parete si utilizzava nell’impasto il bianco d’uovo; questa tecnica era una miglioria importante all’impasto, che ne garantiva lavorabilità e durata, ed era sinonimo di ricchezza della famiglia quello di utilizzare un gran numero di uova nella costruzione.

La calce si otteneva in piccoli forni costruiti con mattoni di fango, e si utilizzava lo sterco come combustibile. Quando la calce era sufficientemente cotta, si mescolava con acqua in una trincea, e poi era battuta da dieci fino a venti uomini con pesanti bastoni utilizzati per rompere tutti i grumi dell’impasto; gli uomini lavoravano in piedi su lati opposti della trincea per alternare i colpi e rendere omogeneo il risultato finale.

Rivestimento delle murature con malta di terra-fango

Le condizioni climatiche del luogo impongono, dopo la stagione delle piogge, che i rivestimenti in terra delle facciate degli edifici siano oggetto di manutenzione. Tale manutenzione si esegue realizzando un nuovo strato di ‘intonaco’ di terra-fango che successivamente può essere dipinto con il nurah che ha, come abbiamo visto, funzione protettiva contro l’azione del vento e dell’acqua.

I colori di Shibam: vista generale dal Wadi Hadhramaut.