Marco Polo e Ibn Battuta sulle rotte della Cina

Itinerario viaggi Ibn Battuta dal 1332 al 1346La Cina medievale è stata meta di due grandi viaggiatori: il veneziano Marco Polo e il marocchino Ibn Battuta. Marco Polo partì per la Cina nel 1271 e tornò nel 1291. Ibn Battuta, che viaggiò per il mondo dal 1325 al 1354, iniziò il suo viaggio per la città asiatica nel 1345. Entrambi i viaggiatori hanno raccontato l'esperienza dei loro viaggi attraverso la stesura di un'opera: Il Milione e la Rihla.

Dalla lettura comparativa fra i loro resoconti emergono due sguardi che, pur avendo tratti comuni, appaiono profondamente radicati nelle matrici storico-culturali e religiose di appartenenza.

Palermo araba

Palermo araba, la Chiesa San Giovanni degli Eremiti (1132)Estratto dalla tesi di laurea di Pier Luigi Contino, architetto, a cura di Fara Misuraca
 Scrive Al-Idrisi nel Il libro di Ruggero:
“L’isola di Sicilia è la perla del secolo per abbondanza e bellezze; il primo paese del mondo per bontà di natura, frequenza di abitazioni e antichità. Vengovi da tutte le parti i viaggiatori e i trafficanti delle città e delle metropoli, i quali tutti ad una voce la esaltano, attestano la sua grande importanza, lodano la sua splendida bellezza, parlano delle sue felici condizioni, degli svariati pregi che si accolgono in lei e dei beni d’ogni altro paese del mondo che la Sicilia attira a sé”.

Presenza degli Arabi in Italia

Dinar (Tarì), zecca di Palermo. Coniato nel 466 AH (1072 d.C.).La conquista araba della Sicilia avviene nell'827 anche se l'isola aveva subito in tempi precedenti molte incursioni musulmane delle quali si ha notizia fin dalla metà del VII secolo. Gli Arabi del resto, erano molto vicini, in quanto installati sulla sponda africana del Mediterraneo. Ifriqiya (cioè l'Africa del Nord) ha ormai il volto musulmano, ed è governata da emiri locali in pratica autonomi come in Spagna. La Sicilia è inoltre bersaglio molto interessante, in quanto, sottraendo ai Bizantini le basi navali dislocate sulla costa meridionale dell'isola, gli Arabi avrebbero il pieno controllo sul traffico navale nel Mediterraneo centro-occidentale.

Quando Eugène Delacroix si innamorò dell'Oriente

Eugène Delacroix autoritrattoNel 1831 il re francese Luigi Filippo inviò una delegazione presso il sultano del Marocco e, come spesso accadeva, fu chiesto ad un pittore di accompagnare il gruppo per documentare il viaggio. Per unirsi alla spedizione guidata dal conte Charles Edgar de Mornay fu scelto Eugène Delacroix. Terminati i preparativi, il 10 gennaio 1832 la fregata La Perle salpa per l'Africa da Tolone.

Durante i mesi del viaggio Delacroix, molto stimato in società e ottimo cavaliere referenziatissimo ovunque ma, soprattutto, eloquente intenditore di arte e musica, si preoccupa di redigere il suo Journal e di scrivere agli amici, raccontando loro i dettagli dell'esperienza.

I suoi sette taccuini di schizzi (tre di questi taccuini sono oggi conservati al Louvre, uno al Museé Condé de Chantilly) e un grande album di acquerelli (cosiddetto Album del Marocco) permettono, oggi, di avere un'ampia e precisa relazione illustrata che ci fa ripercorrere, giorno per giorno, le tappe dell'artista: prima fra tutte Tangeri.

Sottocategorie

Raccolta di favole dal mondo Arabo. Fai clic per vedere l'elenco.

"Marocco" il libro di Edmondo De Amicis (1876), è stato per lungo tempo il più diffuso strumento culturale divulgativo a disposizione del lettore italiano (adulti e ragazzi) per conoscere il Marocco.

Le mille e una notte, in arabo: alf laila wa laila (ألف ليلة وليلة), è una celebre raccolta di fiabe orientali.