Marco Polo e Ibn Battuta sulle rotte della Cina

Miniatura del 1410, "L'arrivo di Marco Polo alla corte del Gran Khan Kubilai".

"Gli occidentali hanno curiosamente limitato la storia del mondo raggruppando il poco che sapevano sull’espansione della razza umana intorno ai popoli di Israele, Grecia e Roma. Cosi facendo hanno ignorato tutti quei viaggiatori ed esploratori che, a bordo di navi, hanno solcato il mar della Cina e l’oceano Indiano, o, in carovane, hanno attraversato le immense distese dell’Asia centrale sino al golfo Persico. In verità, la parte più cospicua del globo, con culture diverse da quelle degli antichi Greci e Romani ma non meno civilizzate, è rimasta sconosciuta a coloro che hanno scritto la storia del loro piccolo mondo con la convinzione di scrivere la storia del mondo".

Henri Cordier *

Sia Marco Polo che Ibn Battuta sono ben consapevoli dell'eccezionalità della propria impresa ed entrambi, come ammettono nei loro Prologhi, credono nella necessità del narrare per poter condividere un patrimonio di scoperte. Gran parte della narrazione delle due opere è dedicata alla descrizione delle città e della loro popolazione, commercio,alimentazione, abbigliamento, abitazioni e mezzi di trasporto. E' vero che le informazioni forniteci su questi contesti di vita, come prevedibile, combaciano raramente, ma il ricercare le tante piccole differenze presenti nelle descrizioni degli stessi scenari urbani non è l'aspetto più interessante su cui soffermarsi. Appare invece molto più affascinante capire il modo, quasi opposto, in cui i due si avvicinano alle diverse culture che incontrano durante i loro viaggi. Ibn Battuta ha come sicuro ed incrollabile punto di riferimento la cultura araba del corano e ciò che per lui conta nei viaggi è la rilevazione di ciò che è simile: la presenza dell'Islam. Ciò rende a Ibn Battuta faticoso vivere nel diverso ed egli soffre visibilmente a contatto di tradizioni, usanze e leggi tanto diverse dalle sue. Il vero e proprio 'shok culturale' non è invece sentito dall' europeo e cristiano Marco Polo che applica al diverso le elastiche griglie culturali di origine e lascia ampio spazio alla curiosità.

Itinerario dei viaggi di Ibn Battuta dal 1332 al 1346

Questi diversi modi di rapportarsi sono ben visibili anche nel loro avvicinarsi alle religioni dei popoli incontrati. Marco Polo chiama idolatre le religioni diverse dal Cristianesimo, ma è comunque molto attento ad annotare tutti i riti delle altre religioni. Ibn Battuta, primo viaggiatore arabo a fare del viaggio una scelta esistenziale non al comando di sovrani, è totalmente interessato solo a ciò che è espressione del mondo musulmano, mondo che Marco Polo, pur non avendo basi conoscitive, critica aspramente.

Lo sguardo dei due viaggiatori si fa molto più simile solo nella descrizione di aneddoti e leggende. Qui non esiste più la differenza tra uomo cristiano e uomo musulmano, ma solo due uomini ugulmente figli della mentalità medievale.

francobollo celebrativo ibn battuta

* Henri Cordier, citato in Joseph Needham, Science and Civilization in China, vol. IV, parte 3: Civil Engineering and Nautics, Cambridge 1971, p. 486.